30 Gennaio 2026

COMPETENZE E CIRCOLARITÀ,UN’ACCADEMIA PER FACILITAREIL DIALOGO TRA GENERAZIONI

di Antonio Palmieri

I discorsi di fine anno del Presidente della Repubblica finiscono purtroppo per assomigliare ai messaggi effimeri della messaggistica digitale. Se ne parla per un giorno e poi finiscono nel dimenticatoio, superati dalle notizie quotidiane, che peraltro in queste prime settimane del 2026 sono particolarmente drammatiche. Tuttavia è importante non dimenticare l’appello finale del presidente Mattarella ai giovani: «Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna».

Questo appello si rivolge ai giovani di un’Italia afflitta dal crollo demografico e dal triste primato dei Neet, dove «la vera emergenza sono i nostri giovani che se ne vanno, soprattutto quelli più istruiti», come ha scritto Aldo Cazzullo sul Corriere il 2 gennaio.

In questo contesto, cosa possiamo fare per non far cadere nel vuoto l’appello del presidente Mattarella? Come scrive Alessandro Rosina nel suo libro «La scomparsa dei giovani», la soluzione sta alla politica, ma «passa anche attraverso comportamenti individuali e scelte collettive che responsabilizzano tutti noi». Per questo come Fondazione Pensiero Solido abbiamo avviato il progetto Economia Circolare delle Competenze. È un progetto di ricerca, di comunicazione, di formazione e di mobilitazione. L’obiettivo è far emergere quella galassia di aziende grandi e piccole, profit e non profit, che valorizzano i giovani realizzando un proficuo rapporto tra le generazioni. Una «circolarità» che non è fatta solo di trasmissione di competenze tecniche, ma comprende lo scambio di esperienze, di visioni, di valori e si nutre di fiducia nel futuro.

Luoghi di questo tipo ne esistono molti, ma non fanno notizia. Sono come una galassia esistente ma sconosciuta. Noi la vogliamo far emergere e dare una mano a trasformarla in un ecosistema di rapporti e di sinergie. Come? Coordinata da Ivana Pais, entro fine mese avvieremo una ricerca qualitativa con l’università Cattolica per identificare le caratteristiche fondamentali di una organizzazione «circolare». La presenteremo il 5 e 6 giugno, alla seconda edizione del Festival dell’Economia Circolare delle Competenze, che organizziamo a Parco Center, a Milano. A marzo sarà online economiacircolaredellecompetenze.it, casa digitale della galassia delle organizzazioni circolari. Dopo il Festival apriremo l’Accademia della Circolarità delle Competenze, luogo di formazione fisica e digitale, aperto ai giovani, agli adulti e alle organizzazioni che intendono capire come applicare un proficuo rapporto tra le generazioni. Ci lavoriamo da un anno, nel 2026 vogliamo rendere solido e corposo questo progetto, che vuole essere un argine alla fuga dei cervelli, al triste fenomeno dei Neet e all’inverno demografico.

La novità è partire dalla valorizzazione di ciò che già esiste e opera a legislazione vigente e che quindi può essere un modello replicabile da parte di chi vorrebbe ma non sa come fare. Al tempo stesso, vogliamo mostrare ai giovani che un altro modo di fare è possibile e che possono dare il loro contributo qui, in Italia.

Noi boomer dobbiamo farci carico della responsabilità di valorizzare i nostri giovani, dove l’aggettivo «nostri» non indica un possesso, ma una appartenenza! Siamo al fianco dei ragazzi e delle ragazze, chiamati a «preservare l’umano nel tempo della tecnologia. A difendere la coesione sociale nel tempo delle disuguaglianze. A preferire la costruzione di un futuro migliore alla diffidenza, alla rassegnazione, alla rabbia» come ha scritto qui Antonio Polito sempre il 2 gennaio.

Economia Circolare delle Competenze è un progetto aperto a chiunque rifiuti l’idea che l’Italia sia un Paese destinato a un inesorabile declino, a chi non si arrende al cinismo e al moralismo, al pessimismo e alla sfiducia. La galassia dell’Economia Circolare delle Competenze è un segno tangibile di speranza (che permane anche una volta finito il giubileo) e di fiducia. Speranza e fiducia non sono un sentimento sterile, ma la spinta ad agire per un obiettivo positivo. La prima muove la singola persona, la seconda si alimenta nel rapporto con gli altri, perché fiducia vuol dire «insieme». La circolarità tra le generazioni potrà dare vita a quella «società della fiducia» auspicata nel titolo dell’edizione 2026 della Milano Civil Week. Diamoci da fare. Insieme.

Articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 20/01/2026